I libri del 2019

Il 2019 è stato un anno di letture. Complice diverso tempo libero dovuto ai primi mesi dell’anno passati alla ricerca di un lavoro, mi sono dato da fare leggendo.

In questo anno ho preso anche l’abitudine di scrivere nel frontespizio il mese e l’anno in cui ho letto quel libro, poco prima di riporlo in libreria. In effetti, quanta soddisfazione dà riporre un libro finito su uno scaffale? A me tanta! A volte mi chiedo se leggo per il gusto di leggere o per provare la soddisfazione di mettere via il libro terminato.

Resta il fatto che ho letto, 15-16 volumi, quanti sono? Eccoli radunati qui sopra. Fotografati qualche domenica fa. Se li guardi così sembra impossibile trovarci un filo conduttore. Anzi direi ti viene anche un po’ da ridere. Uno si chiede: ma che libri ti piacciono? In effetti ci trovi davvero di tutto. Perché il punto è proprio lì…di tutto! 

Ho ormai acquisito la consapevolezza che posso leggere quello che voglio. Da quel momento in poi, qualche anno fa è iniziata la mia vita da lettore. Forse avevo già finito il liceo classico, o forse era un’estate degli ultimi anni, quando mi sono approcciato per la prima volta ai libri “non canonici”. 

Resto convinto che in Italia soffriamo molto di questo “pregiudizio del lettore”. Sei un bravo lettore solo se leggi i classici. Le tue letture hanno senso solo se ti dedichi ai russi. Il tuo tempo non è buttato solo se sei passato da Primo Levi, da Moravia, da Pirandello. Il resto? Quale resto? Non c’è resto.

Invece il resto c’è.

C’è tanto altro, scritto bene o male, famoso o meno famoso, utile o meno utile. Sicuramente interessante. Interessante per te che leggi. È così: se la smettessimo di giudicare chi legge per ciò che legge, avremmo molti più italiani lettori. Ne resto fermamente convinto. Se le guardi le mie letture del 2019 messe insieme le potresti trovare assurde. Perché poi superato l’ostacolo, nessuno ti nega che un libro tira l’altro. Che dalla tua curiosità fine a se stessa magari non si possa arrivare ad altro, a scoprire generi, autori, tipologie di libri e perché no? magari anche i classici. Così è successo in questo anno. Nel mio 2019 c’è Pippo Baudo, ma anche Carlo Cottarelli o la saggistica di psicologia di Berne. Cosa c’entrano l’uno con l’altro questi tre autori? Nulla. Se non che mi incuriosivano.

Dovremmo anche essere tutti più abituati ad abbandonare i libri che non ci piacciono. Invece dai tempi della scuola, un libro a metà è un libro ammazzato, distrutto e un libro che soprattutto classifica te come un lettore scellerato, senza rispetto.

Perché? Non potremmo semplicemente essere tutti più liberi di provare, di scoprire, di entrare in libreria e muoverci liberamente tra gli scaffali, non vergognandoci se usciamo con un libro sulla cucina cinese, un romanzo rosa o un saggio su come viene utilizzato il travertino nell’architettura fascista. 

Sarebbe bene incoraggiare tutti a leggere, giudicarci di meno, spronarci di più ed essere magari più curiosi l’uno delle letture dell’altro, dimenticando quei pregiudizi scolastici che ci portiamo dietro. Lasciamo le frasi da professoressa di lettere alla professoressa di lettere!

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Roma non perdona, di Carlo Verdelli.

Se si vuole capire la Rai si deve leggere questo libro. Carlo Verdelli, oggi direttore del quotidiano la Repubblica, è stato chiamato dall’allora direttore generale Antonio Campo dall’Orto a dirigere e riformare l’informazione di mamma Rai. Una macchina composta da decine di testate giornalistiche, centinaia di giornalisti divisi tra sedi nazionali e regionali, ma soprattuto una macchina che costa milioni al giorno alle casse dell’azienda. Il finale è sotto gli occhi di tutti, un’impresa fallita che ha contribuito anche al crollo del progetto di Campo dall’Orto.

I sette peccati capitali dell’economia italiana.
La lista della spesa, di Carlo Cottarelli.

Perche paghiamo le tasse? Dove finiscono le nostre tasse? Perché l’economia italiana è in balia dei mercati? Quali sono le sfide che i governi italiani hanno davanti da anni? A queste e molte altre domande risponde Carlo Cottarelli, facendoci capire dove oggettivamente si può risparmiare nella spesa pubblica italiana.

Partire leggeri, di Eric Ries.

Sentiamo spesso parlare di Start Up, ma con meno facilità sappiamo distinguere e definire cos’è una start up da cosa non lo è. Questo libro è stato letto da tutti quelli che si sono buttati in un’impresa del genere. Ma è anche un testo utile per capire il mondo del digitale, analizzarlo e saperlo sfruttare al meglio. Illuminante. 

Non è lavoro, è sfruttamento, di Marta Fana.

Il problema dell’Italia, oggi, è uno e uno solo: il lavoro. Marta Fana ripercorre le tappe fondamentali che dal 1992 ad oggi hanno distrutto il mondo del lavoro, tra narrazioni seducenti e promesse mai mantenute. Da destra a sinistra tutti i governi hanno smantellato i diritti sul lavoro favorendo i profitti dei pochi contro i diritti dei molti. Le conseguenze le sta pagando e le pagherà la mia generazione, troppo abituata a questa condizione di sottomissione. Ne avevo già accennato qui.